Miele, pepe, poco pistacchio, zafferano, cannella e datteri: questi sono gli ingredienti che suggerisce Apicio nella prima ricetta, del primo capitolo del suo De Re Coquinaria.
Prima di iniziare a tradurlo ho letto vecchie traduzioni (una la metto qui in foto) e sono ancora piú squinternate che l’originale (e anche l’originale ci mette del suo…). Soprattutto le misure hanno creato in passato grandi problemi, pare.

Ad ogni modo, la ricetta e’ divertente e suggerisce un aperitivo buonissimo. Seguendo il De Re Coquinaria alla lettera, in realtá, verrebbero 6 litri di un vino pepatissimo ma con qualche “pietosa modifica” alla ricetta la bevanda che ne esce e’ buona e moderna.
La mia versione, dunque: per prima cosa, io ho diviso per 5 le dosi di Apicio, per far venire un quantitativo finale di vino piu’ ragionevole. Ho sciolto 100 g di miele in 200 ml di vino rosso, mescolando, schiumando e aggiungendo sempre vino fresco per evitare il bollore -che rovinerebbe tutto. Quando il miele si e’ sciolto (Apicio dice: dopo che per tre volte si e’ dovuto bloccare il bollore con vino freddo), ho fatto riposare (Apicio dice: fino al giorno dopo -io l’ho solo fatto raffreddare). Il risultato di questa prima parte e’ di fatto uno sciroppo molto dolce. A quel punto si passa ad aromatizzare lo sciroppo. Seguendo le proporzioni bisognerebbe aggiungere 30g di pepe tritato. Per noi e’ veramente molto. Io devo ammettere che non ho avuto il coraggio e ho aggiunto poco pepe in grani non pestati. Per il resto ho seguito alla lettera, con molto gusto: pistacchi pestati, cannella, zafferano, un nocciolo di dattero piu’ la sua polpa pestata. Tutto saporitissimo. Alla fine ho allungato con vino bianco leggero (per rispettare le dosi, andrebbero 1,2 litri, io ho fatto un po’ di piú).
Messo in frigorifero, servito in bicchierini piccoli come aperitivo, e’ piaciuto moltissimo: era dolce e speziato.
La ricetta di Apicio, tradotta
La preparazione di questo vino: versa in un vaso di bronzo 1 litro di vino e 500g di miele, in modo che, mentre il miele bolle, il vino inizi a restringersi. Scalda la preparazione a fuoco lento; mescola delicatamente con una frusta fino a quando il composto arriva al punto di ebolizzione [ma] quando inizia a bollire aggiungi vino freddo [in modo da trattenere il bollore]. Fallo scaldare di nuovo. Ripeti per altre due volte. Il giorno dopo lo schiumerai. Aggiungi allora 150g di pepe tritato, poco pistacchio, cannella e zafferano, cinque noccioli arrostiti di datteri; trita cinque datteri che dal giorno precedente avrai posto nel vino per farli ammorbidire. Fatto ciò versa 6 litri di vino giovane”.
La ricetta in latino (De Re coquinaria I,I)
I. CONDITVM PARADOXVM:
Conditi paradoxi compositio: mellis pondo XV in aeneum vas mittuntur, praemissis vini sextariis duobus, ut in coctura mellis vinum decoquas. quod igni lento et aridis lignis calefactum, commotum ferula dum coquitur, si effervere coeperit, vini rore compescitur , praeter quod subtracto igni in se redit. cum perfrixerit, rursus accenditur. hoc secundo ac tertio fiet, ac tum demum remotum a foco post pridie despumatur. tum ‹mittes› piperis uncias IV iam triti, masticis scripulos III, folii et croci dragmae singulae, dactilorum ossibus torridis quinque, isdemque dactilis vino mollitis, intercedente prius suffusione vini de suo modo ac numero, ut tritura lenis habeatur. his omnibus paratis supermittis vini lenis sextaria XVIII. carbones perfecto aderunt [duo milia].