Fragole: le lacrime di Afrodite che invitano ai convegni amorosi

Afrodite amava Adone -il bello- ma Marte, geloso, lo fece uccidere da un cinghiale inferocito.

Rimase a piangere sul corpo del suo amato, Afrodite. E le sue lacrime si trasformarono in cuoricini rossi e profumati: le fragole (da fragrans, profumo).

I romani le ritenevano dunque altamente afrodisiache e si servivano ai banchetti in onore di Adone.

Nel Medioevo lo chiamavano frutto-cuore per la sua forma.

Alla corte del Re Sole, i banchetti ne erano pieni e secondo un codice del linguaggio amoroso, mordere una fragolina con panna guardando un pretendente era un modo per invitarlo a un convegno notturno.

Un banchetto alla corte del Re Sole

Per la scienza moderna, in quanto ricche di antiossidanti, sono un antidoto di bellezza. Forse non era dunque cosí sbagliato attribuirle a Venere.

Della ricetta di fragole all’aceto balsamico abbiamo giá parlato qui, ora ci possiamo concentrare sulle fragole alla panna “stile” Luigi XIV.

Casomai volessimo invitare qualcuno a passare la notte con noi, le istruzioni sono: afferrare la fragolina alla panna, morderla con intenzione, e badare bene a non rimanere con i “baffi” di panna.

Ecco dunque la ricetta. E non si pensi che “fragole alla panna” sono solo fragole lavate con panna buttata sopra.

FRAGOLE ALLA PANNA IN STILE LUIGI XIV

Pulire le fragole e poi lavarle con il vino bianco. Sploverizzarle con zucchero a velo e vanillina, passarle in frigorifero per almeno due ore.

Quando sono fredde e saporite, servite in tavola in coppette minute e guarnite da ciuffi di panna.

L’eleganza della semplicitá

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