Seducila con un…porro (XI sec)

Un mazzo di rose? Un invito a cena sul lungomare? Un diamante?

Secondo il Regimen Sanitatis, a sciogliere il cuore delle “puellae“, le fanciulle, sarebbero nientemeno che i porri.

Fanciulle e un cavaliere. Miniatura medievale.

E’ la mia nuova passione, il Regimen Sanitatis, una raccolta di testi medico-dietetici composta nell’ ambito della scuola di Salerno del XI secolo. Oltre ad essere sintetico nella sua versione originale, é stato oggetto di traduzioni molto simpatiche, per quanto come sempre un po’ strampalate. E poi non si puo’ capire fino in fondo la cucina medievale e degli antichi se non la si interpreta alla luce della dietetica, quindi tanto vale andare alle fonti.

Regimen Sanitatis nella prima edizione stampa del 1480, attribuita a  Arnau de Villanova. Il manoscritto risale pero’ a circa mezzo millennio prima.

Ero tutta presa dalla lettura del Regimen, dunque, in questi ultimi giorni, e a immaginarmi ricette dietro alle sue prescrizioni sintetiche ma in genere ragionevoli, quando mi imbatto in queste due righe.

DE PORRO

Reddit foecundas mansum persaepe puellas.

Isto stillantem poteris retinere cruorem.

REGIMEN SANITATIS -CAPUT LXXIV

Che nella traduzione del Cav Magenta (1835, Pavia) suona cosí:

Spesso il porro in sen trasfonde

Di fanciulle esche feconde,

Con il succo ch’egli appresta

Lo stillante sangue arresta.

Ora, il benedetto Cavalier Magenta ci mette senza dubbio del suo, al punto che a volte rido di gusto con le sue interpretazioni, ma in questo caso, il senso è proprio quello che vuole dare lui.

E prima di oppormi all’ idea che un familiare neanche tanto distante dell’ aglio possa costituire un potente artificio nell’ arte della seduzione, controllo i testi precedenti e pare proprio che questa fama di amico di Venere, il porro se la portasse appresso da almeno un migliaio d’anni. Se infatti per Ippocrate i benefici del porro si limtavano a stimolare la diuresi e la produzione di latte nelle nutrici, giá Discoride (I sec) e Marziale ne riconoscevano il potere afrodisiaco.

E’ dunque questo il background medico-nutrizionale a cui fa riferimento il Boccaccio quando scrive la novella su Il Maestro e Margherita. E io che avevo creduto alla metafora sul fascino irresistibile della barba bianca!

Miniatura della novella del Boccaccio Il Maestro e Margherita

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