Un americano a Roma

«Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno…!» (Alberto Sordi nei panni di Nando)

E’ una delle frasi piu’ celebri della storia del cinema italiano del Novecento e l’immagine, di Alberto Sordi alle prese con un gigantesco piatto di spaghetti, ha fatto il giro del mondo sulle rotte del Made in Italy.

Del film nel suo complesso, in realtá, si sono perse un po’ le tracce e per quanto sia inserito nei 100 film italiani da salvare pochi, se chiedete la trama, se la ricorderanno.

Trastevere, inizio anni Cinquanta (il film é del 54), Nando é un ragazzo romano di trastevere, figlio di un postino e di una casalinga, fidanzato con la cameriera Elvira -che lui chiama “Elvy”. Sogna l’America, quella dei film. Gioca al baseball e ha persino in camera un dispenser d’acqua, massima sofisticazione “yankee”. Secondo quanto racconta suo padre, questo sogno americano ha rischiato di costargli caro quando a Roma c’erano i Tedeschi. Da classico “figlio di mamma”, vive ancora con i genitori, che faticano a capire la sua ossessione e, a parte qualche tentativo malriuscito di emergere nel mondo dello spettacolo, non ha, come si dice, “ne’ arte ne’ parte”. Dopo una serie di gag comiche e di guai, Nando ispirandosi all’ eroe di un film (naturalmente americano) salirá sul Colosseo minacciando di buttarsi se nessuno lo aiuta a realizzare il suo sogno. Ma quando (dopo un’ altra serie di gag) si fa conovincere a scendere dall’ambasciatore americano, sinceramente intenzionato a farlo partire, si trova nell’ ennesimo pasticcio: l’ambasciatore lo riconosce come lo scriteriato che, dando indicazioni in un inglese improbabile, lo fece finire dritto in un burrone. E invece che aiutarlo a partire….lo insegue inferocito in perfetto stile clownesco.

La famosa scena degli spaghetti e’ verso l’inizio del film (minuto 11) e sembra strutturata per diventare una pubblicita’ del Made in Italy…in effetti é stata usata cosi’. Nando, rimasto al cinema a vedere un film di cow boys, rientra a notte inoltrata e trova la tavola apparecchiata (per non lasciare nulla di sottointeso riguardo allo stereotipo della mamma “chioccia”) con spaghetti e un fiasco di vino rosso. In un primo momento denigra i maccheroni “sono roba da carrettieri” e il vino “. Mostrando scarsissimo rispetto per i genitori che dormo nella stanza accanto, parla da solo ad alta voce “sapete che sono americano…io no’ mangio maccheroni…gli americani mangiano marmellata….yogurt….mostarda (senape)….bevono il latte…”. Ma dopo essersi preparato un improbabile fetta biscottata spalmata di marmellata, senape yogurt e latte, la sputa con un romanisimo “mazza che zozzeria”. E torna al piattone di pasta della mamma, pronunciando la celebrerrima frase seguita da un altrettanto famoso “questo lo damo al gatto” (il latte) e “questo al sorcio” (lo yogurt).

La cucina é triste, misera nonostante sulla tavola non manchi la tovaglia. E anche gli spaghetti, tutt’ altro che appetitosi, sembrano sconditi e poco in forma. Se da un lato si vuole rendere la condizione non agiata della famiglia, dall’ altro é indubbio che un po’ di salsa rossa se la sarebbe potuta permettere chiunque, e lo stato “moribondo” del piatto di spaghetti sembra piuttosto scarsa sensibilitá di chi ha girato la scena alle questioni gastronomiche -ma é solo un’ ipotesi.

A parte questa scena, che é diventata famosa da subito bisogna ammettere che il film non presenta molte altre sequenze che lascino “sbirciare” tra come si mangiava all’ epoca, salvo che in apertura. Mentre la “voce narrante” descrive quanto l’ America-mania abbia preso tutti, dopo aver mostrato bambini che giocano agli indiani mostra al minuto 3.14 una signora corpulenta che, in una bella trattoria romana, di fronte ad un cameriere attonito ordina secondo i canoni della dieta “americana” (La Weight Watcher sarebbe nata circa dieci anni dopo) due carote crude ben scondite, cereali piu’ frumento tostato piu’ miele, un asparago intinto nella glassa, succo di pompelmo con pepe e sale.

Chiudiamo, con la frase che apre il film: “chi degli europei non sogna di andare in america, mentre tutti gli americani sognano di andare in europa, a roma?”.

Per chi desidera rivederlo, ecco la pellicola completa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...