Ti ho sposato per allegria. E per le melanzane.

Stuzzicante. Gustosa. Stratificata. Come la parmigiana di melanzane che Giuliana, chissá perché, prevede come menú unico da quattro giorni in “Ti ho sposato per allegria”.

Con questa opera Natalia Ginsburg, giá adulta e affermata scrittrice, si cimenta nel mondo del teatro. Monica Vitti, in una memorabile trasposizione cinematografica, aggiungerá la sua verve. Sentiamo dalle parole della stessa Ginsburg come é nata l’opera:

Ancora una volta, l’autrice di Lessico Famigliare e Le Piccole Virtú, intellettuale impegnata della seconda metá del Novecento, affronta temi eterni come l’amore, le relazioni, le madri, la morte, la diseguaglianza sociale. E ancora una volta, ne parla senza parlarne, raccontando storie semplici e famigliari con la lingua concreta di tutti i giorni: é di riso al burro, pollo ruspante e crespelle che cinguettano, in realtá, i protagonisti, mentre le altre questioni, centrali, rimangono sullo sfondo.


Un’ opera breve, vivace, incentrata sulla figura di Pietro e Giuliana, che si sono sposati appena quattro giorni prima, dopo appena dieci giorni di fidanzamento. Si sono sposati per allegria. Ecco alcune tra le battute piú significative:

PIETRO Prima di incontrare te, sono stato sul punto di sposarmi almeno diciotto volte. Mi sonsempre tirato indietro. Perché scoprivo in quelle donne qualcosa che mi dava i brividi.Scoprivo, nel profondo del loro spirito, un pungiglione. Erano delle vespe. Quando hotrovato te, che non sei una vespa, ti ho sposato.

GIULIANA Nel tuo modo di dirmi che non sono una vespa, c’è qualcosa di offensivo per me. Tu vuoi dire che io sono un animaletto domestico, innocuo, gentile? una farfalla?

PIETRO Ho detto che non sei una vespa. Non ho detto che sei una farfalla. Sei sempre pronta a fare di te stessa qualcosa di grazioso.

GIULIANA Io non trovo graziose le farfalle. Le trovo odiose. Quasi preferisco le vespe. Mi offende che tu pensi che non ho i pungiglioni. È vero, ma mi offende.

PIETRO Ti offende la verità? La verità non deve mai offendere. Se ti offendi alla verità, vuoi dire che non sei ancora diventata adulta. Vuoi dire che non hai ancora imparato ad accettare te stessa. Ma adesso ti consiglio di alzarti, lavarti, e venire a mangiare. Sarà bell’e cotta la minestra.

GIULIANA Se ti faccio ridere, vuoi dire che non ti senti stregato. Vuoi dire che neanche tu, con me,
ti senti stregato. Come neanch’io con te. Quando amavo Manolo, io non ridevo, non
ridevo mai. Non ridevo, non parlavo, non fiatavo più. Ero ferma come una statua. Ero
allucinata. Stregata. Sai cosa voglio dire?

PIETRO Sì.

GIULIANA Perché, sei stato stregato anche tu, qualche volta?

PIETRO Qualche volta. E non mi piaceva. Non avrei mai sposato una donna, che m’avesse
stregato. Voglio vivere con una donna che mi metta allegria

Natalia Ginsburg, Ti ho sposato per allegria, 1964

L’opera completa si puo’ scaricare gratuitamente qui:

Nel 1967 Cecchi Gori produce una riduzione cinematografica con Monica Vitti e Giorgio Albertazzi nei Panni di Giuliana e Pietro. Il film prende ampie libertá narrative rispetto al soggetto ma ne rispetta lo spirito. Natalia Ginsburg partecipa alla sceneggiatura.


Eccoci dunque, al cuore di “storiaincucina”. Con un elenco delle ricette che compaiono nel copione:

VITTORIA (entrando) Cosa faccio da pranzo?
GIULIANA Melanzane alla parmigiana.
VITTORIA Anche oggi?
GIULIANA Sì. Anche oggi. Perché?
VITTORIA Sono tre giorni che son qui, e abbiamo sempre fatto melanzane alla parmigiana. Lei non
si alza?
GIULIANA Per adesso no

Ricetta Parmigiana di Melanzane - Gustour Conad
Parmigiana di melanzane

GIULIANA Dov’è casa tua?
VITTORIA Casa mia è a Fara Sabina. Un giorno la porto là con me. Le piace il maiale? Quest’anno
abbiamo un maiale così bello, che ce lo invidiano tutti. Ma adesso mi lasci fare i lavori.
Mi tiene qui a discorrere, e io poi mi trovo indietro.

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VITTORIA Era Topazia!
GIULIANA Sì. Se tu sapessi quanto ci avevo pensato, a questa Topazia, quanto avevo cercato di
immaginarmela! (…)Mi ha detto:
Le dispiace se faccio il bagno?
VITTORIA E allora?
GIULIANA Allora io le ho detto: Non vuole anche due uova al tegame? E lei si è messa a ridere, e
ha detto: Perché no? Ma prima faccio il bagno.

Allora poi un giorno ho incontrato un
amico di Topazia, un fotografo, e mi ha portato a una festa. Era una festa in una casa di
via Margutta, una casa piena di scale e scalette, e coi soffitti a mansarda. C’era un
mucchio di gente, tutti seduti su quelle scalette, e si mangiava il cotechino con le lenticchie, e si beveva vino rosso, e si ballava. (…) E li, a quella festa, ho incontrato Pietro.

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Cotechino con le lenticchie
Ti ho sposato per allegria (1967)
La locandina del film in inglese

VITTORIA (entrando) Non s’è ancora vestita? Io ho portato la minestra in tavola!
GIULIANA La minestra ? Non avevamo detto di non fare la minestra?
VITTORIA Ho fatto un poco di minestra calda. L’ho fatta per me, perché avevo freddo, e quando ho
freddo un poco di minestra mi piace. Già che c’ero, l’ho fatta anche per loro. Ma adesso, se non mangiano, si fredderà. Per me non importa, perché io mi son già mangiata due buone scodelle colme, e sto bene.
PIETRO Vieni a mangiare. Il bagno lo farai dopo.
GIULIANA Già! se faccio il bagno dopo mangiato, muoio. Mi vuoi morta? (Va nel bagno).

GIULIANA Bel motivo. E io non ti porto mica qui mia madre, io. Sai come è mia madre? Mia madre
conserva tutti i giornali vecchi, ne ha dei quintali sotto il letto, sotto gli armadi, e poi cucina certe minestrine, certi intrugli di prugne e mele cotte, e tutti quei pentolini li mette sul davanzale della finestra. E la sera, si chiude a chiave in cucina, a chiave, sai, tutte le sere, e fino alle due di notte sta lì chiusa a chiave e non si sa cosa faccia, se
cucina ancora altre minestrine, se si lava i piedi, non si sa, non si è mai saputo. E se uno s’avvicina alla porta e le dice di andare a dormire, si inviperisce, urla, grida, e non apre.

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Bollito di pollo

PIETRO Avere paura della vita si chiama vigliaccheria. Mettere una persona nei guai, e
squagliarsela, si chiama vigliaccheria.
GIULIANA Però io ti proibisco di sputare così sulle cose mie! (Silenzio). Allora, per tua madre, pollo
lesso?
PIETRO Pollo lesso

GIULIANA Pietro!
PIETRO Eccomi.
GIULIANA Vittoria non è tornata!

PIETRO Come hai fatto per cucinare? Tra poco, saranno qui mia sorella e mia madre.
GIULIANA Avevo in casa dello spezzatino di ieri. L’ho scaldato.
PIETRO Lo spezzatino mia madre non lo può mangiare! Ti ho detto che ha l’ulcera gastrica!
GIULIANA Non va bene per l’ulcera gastrica, spezzatino in umido con le patate?

Spezzatino con patate e piselli - Fidelity Cucina
Spezzatino in umido
Riso al Burro
RIso al burro

PIETRO Per primo? Per primo, cosa c’è?
GIULIANA Per primo? Per primo piatto, dici?
PIETRO Sì?
GIULIANA Niente. C’è un poco di melanzane alla parmigiana, avanzate da ieri.
PIETRO Non puoi dare a mia madre un pranzo tutto di avanzi! Fai del riso al burro!
GIULIANA Faccio del riso al burro? Va bene.

GIULIANA Oh Vittoria! Finalmente sei ritornata! Avevo paura che non ritornassi più!

VITTORIA Ieri sera, quando sono uscita dal parrucchiere, pioveva fortissimo. Mi dispiaceva di
sciuparmi l’ondulazione. La signora Giacchetta, ieri sera, ha fatto le panzarelle con la ricotta. (…) Intanto, è tornato il marito, e aveva portato
quattro polli, e me ne son fatti regalare due. Sono polli ruspanti. Meno male che non hanno ancora mangiato la pietanza.

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Pollo ruspante – una scena dal film
Picture of Ti ho sposato per allegria
Topazia, Pietro e Giuliana a tavola -una scena del film

MADRE DI PIETRO Io ho l’ulcera.
VITTORIA Ha l’ulcera? Mia madre, due anni fa, è stata operata di ulcera. Il dottore mi ha detto:
Non può salvarsi. Ho chiesto che me la lasciassero riportare a casa. Le ho fatto bere l’acqua della cicoria (…) così è guarita. Un mese dopo stava bene, e mangiava di tutto. Adesso
mangia anche i peperoni.
MADRE DI PIETRO Anche i peperoni?

MADRE DI PIETRO Virginia fa troppa economia sul
mangiare. Il povero Lamberto, qualche volta, si lamentava con me. Si lamentava della
cucina di casa sua. Lo sapete cosa compra dal macellaio, Virginia? Polmone. Una cosa
che di solito si dà ai gatti. Lei lo fa andare rosolato in padella, adagio adagio, col
rosmarino e la salvia. Dice che è buono.
GIULIANA Ma se mangiava polmone quando era più ricca Virginia, adesso che è impoverita cosa
mangerà?

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VITTORIA Cosa devo fare da cena stasera?
GIULIANA Melanzane alla parmigiana.
PIETRO Di nuovo? ah no, basta con le melanzane alla parmigiana. Troviamo qualcosa d’altro.
GIULIANA Preferisci un po’ di polmone?

VITTORIA Potrei fare una frittata con le cipolle.


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