Zabaione: irresistibile canaglia

De Sica – Loren – Mastroianni, liberamente ispirato ad un racconto di Alberto Moravia. Non occorre molto di piú per dare la cifra di questo film del 1954, diretto tra l’altro da Alessandro Blasetti, il “padre” del moderno cinema italiano.

Lina Stroppiani, una bellissima “canaglia” cerca di derubare il giovane taxista Paolo Silvestrelli, che finisce pero’ per innamorarsi di lei.

Sullo sfondo di un’ Italia ancora da ricostruire, dove l’arte d’arrangiarsi, indispensabile in guerra, é in tensione con un nuovo ordine che avanza e lascia sperare nella normalitá e nel benessere, si alternano scene di seduzione- tragedia della coppia “Loren- Mastroianni”,per la prima volta insieme, e gustosi sipari comici a carico di De Sica, il Professor Stroppiani, vero mattatore del film.

A prendere le mosse dal racconto di Moravia sono in realtá solo i primi quindici minuti del film, con la “gita fuoriporta” del giovane taxista Paolo e i suoi imbranati rapinatori.

Gita fuoriporta…in taxi (da una scena del film)
Mastroianni nel ruolo del taxista Paolo

Presto (minuto 19,30), entra in scena il Professor Stroppiani, padre di Lina, lestofante dall’ affascinante retorica. Paolo, deciso inizialmente a denunciare Lina alla questura, ne subisce anche il fascino e opta per portarla a casa del padre per raccomandare la figlia alla sua guida. Naturalmente ingnora il vero mestiere del padre di Lina. Al minuto 31:01 primo caffé seguito da ” un bicchierino di risetto”, mentre il fratellino di Lina e una banda di ragazzini pensa a come vendere l’automobile di Paolo a pezzi.

Tra Lina e Paolo scocca una scintilla, e la storia é ricca di colpi di scena sullo sfondo di un’ Italia in trasformazione . Lei gli regala un portasigari d’argento per farsi perdonare dei danni causati al taxi. L’appassionata dedica d’amore scritta all’ interno dell’ oggetto, dá origine a una gustosa telefonata ricca di equivoci. A renderla ancora piú interessante, almeno per noi, il negozio di alimentari che presta il telefono a Lina (48:48). Paolo (Marcello) sembra oramai completamente conquistato…quando si rende conto che il portasigari era rubato proprio al suo capo, circostanza che scatena un’ altra serie di gag tragicomiche.

Lina é decisa a riparare: un furto in autobus le permetterebbe di risarcire Marcello di tutti i danni al taxi. E’ a questo punto che si svolge una scena minore per la trama del film, ma molto interessante per noi. De Sica, il professor Stroppiani, convoca la figlia in un bar latteria per convincerla ad evitare il furto, che la metterebbe nei guai. La prima cosa che notiamo é che il bar non é tanto diverso da un bar contemporaneo di Roma o Milano: se non fossero un po’ cambiati i vestiti, i 70 anni che ci dividono dalla scena non si noterebbero neanche. La seconda osservazione riguarda la ricetta: i due chiedono un “bicchiere di caffé di zabaione”(11:12:32) che consumano poi in due grandi bicchieri ghiacciati, meritandosi tutta la nostra invidia. Sono sicura che se Howard Schultz (il creatore del concept di Starbucks)  avesse guardato questo film con piu’ attenzione…al mondo sarebbero stati risparmiati ettolitri ed ettolitri di orrido “frapuccino”.

CAFFE ALLO ZABAIONE – IL FRAPUCCINO DI CHI LA SA LUNGA- RICETTA

Il caffé allo zabaione si fa in realtá come lo zabaione, sostituendo pero’ parte del marsala con il caffé. Le dosi, sono: per ogni tuorlo d’uovo, un cucchiaio colmo di zucchero e un cucchiaio colmo di liquido (50% caffe’ e 50% marsala).

Verso il finale un’ altra inimitabile gag al commissariato, con un capovolgimento retorico e divertentissimo tra derubati e ladri, tra “ospiti” e carcerieri. Arrivano due capuccini, che il Professore (in realtá tra gli accusati, ma seduto al posto del commissario) “accetta”, rilanciando anzi. L’improbabile combriccola di guardie e ladri, vittime e colpevoli, nellla quale i ruoli si fanno fluidi, ordina la colazione: succo d’arancia, aranciata, rabarbaro, cremino, birra piú quattro caffé, di cui uno corretto (1.18)

IL RABARBARO

IL FILM COMPLETO

IL RACCONTO DI MORAVIA

…e per chi fosse rimasto con il desiderio di leggere il breve racconto di Moravia, che copre in realtá solo la prima parte del film, eccolo qui. E’ il primo dei Racconti Romani, (la raccolta, uscita nel 1954, di racconti scritti a partire dal 1948):

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