La cassata di Poppea

Poppea, seconda moglie di Nerone, amava la cassata. Era donna di grande cultura, intelligente e bellissima.

Poppea

Le altre cose che si sanno di lei, sono atroci: secondo Tacito era ambiziosa e senza scrupoli, fu istigatrice -tra altri delitti- dell’ eliminazione di sua suocera Agrippina, del suo primo marito Crispino e di Seneca.

Sulla questione della suocera, in particolare, possiamo provare una certa simpatia: Agrippina era tremenda. E quanto al fatto che a una donna bella, colta e potente in passato si attribuissero le malefatte piú spregevoli (anche adesso in realtá) si potrebbe aprire una lunga parentesi.

Ma noi ci concentriamo sulla cassata che e’ il tema di oggi.

Poppea aveva una bellissima villa alle falde del Vesuvio, a Oplontis ( ora Torre Annunziata). L’eruzione del 79 l’ha conservata quasi intatta. Nella villa, tra gli affreschi, ve n’e’ uno di una torta rossa decorata di frutta.

Villa Oplontina attribuita a Poppea

Ora, pare* addirittura che in una camera della villa abbiano rinvenuto il papiro con la ricetta. Io ho molti dubbi su questo papiro (v.sotto) ma la ricetta che si “attribuisce” al misterioso cuoco scrittore e’ verosimile (per i I sec a.C.) e ne esce un dolce buono, quindi la riporto.


In pratica si prepara un croccante di frutta secca con il miele. A parte si prepara una crema di ricotta di pecora sempre dolcificata con il miele e si rinchiude il tutto in uno strato di pasta di mandorle rossa.

Eccola in traduzione esatta presa da qui:

«Prendi tre once di albicocche di prugne e di uva passa. Sminuzza i frutti secchi o con un coltello a mezza luna o con un coltello normale a seconda se vuoi pezzi più o meno sbriciolati. Cuoci nel miele tre once di noci e due once di pinoli, finché diventa duro, stai attento a non scottarti le dita perché il miele è tanto caldo. Raffredda il dolce duro ottenuto e poi sminuzzalo in pezzetti piccoli. Mescola a lungo tre libbre di formaggio di ovino finché diventa morbido. Quindi amalgama lentamente mezza libbra di miele. Aggiungi il dolce duro sminuzzato e mescola il tutto. Mescola farina di mandorle con miele e polvere di cocciniglia. Copri il bordo di una pentola con questo confetto di mandorle e metti nel centro il composto con il formaggio e fai riposare in un luogo fresco per un tempo adeguato. Puoi usare anche una dispensa con ghiaccio, se il tuo padrone ne possiede una. Poggia la cassata su un piatto da portata e coprila con un velo di formaggio ben mescolato. Decora con noci, datteri e fichi secchi.»

Ed ecco il presunto testo del presunto papiro:

«Metti tres unce praecoquis, tres unce pruni, et tres unce uve vietum. Fructi siccus sminuti cum media luna cultellus aut solitus cultellus, si optas pro plus magnum fragmentis. Coxi in melis tres unce nuxis et duus unce pineolusi, quoad duru factu est. Bada nun scottaribus digitam, quod meli tantus caldus est. Dulcis duru rectum refrigera inde frangi illu in exiguis fragmentum. Miscea multus tres libras caseo ovini quod mollis facta est. Indi addici media libra meli et pianus pianus miscea cum casu. Dulcis duru fragmentatus addici et rectum miscea omnis. Farina amygdalis miscea cum meli et coccinigliam pulvis. Coperire bordus pentolae cum cunfectus amygdale et in centrum poni compositus casu et poni in locus frigidus ad rectus tempus. Potui impendere armarium cum gelus, si dominus tuus habet illu. Super patellam cassatae poni, indi velu casus rectum misceatum super dulcis poni. Decoras cum noxis, dactylis, ficus vietum.»


La raffigurazione sulle pareti della villa di Poppea potrebbe essere una torta di mosto per esempio, per i romani un dolce molto comune.

Ma indipendentemente dall’ autenticiá (dubbia ) del papiro, la torta dipinta nella villa di Poppea potrebbe anche essere davvero una preparazione a base di frutta secca e ricotta, perché all’ epoca questi ingredienti si usavano volentieri per le torte.


Rimanendo ai fatti, la Cassata Oplontina e’ oggi una ricetta tipica del Comune di Torre Annunziata e vi sono varie, belle, ricostruzioni moderne.

La cassata Oplontina della pasticceria Vesuvio

E’ anche possibile riprodurla a casa, con una ricetta moderna e ricostruita ma abbastanza facile, senza forno e molto gustosa (ce ne sono varie versioni, io uso quella di Eugenia Salza Prina Ricotti che ha scritto “Ricette  della  cucina  romana  a  Pompei” )

RICETTA MODERNA FACILE DELLA CASSATA OPLONTINA

Per il ripieno: lavora bene bene 500 g ricotta (meglio di pecora) con 150 g di miele. Aggiungi e 200 grammi di frutta secca tagliata a dadini piccoli (pinoli, noci, albicocche, cedri, uvette, datteri)

Per il bordo: prepara una pasta con 150g di farina di mandorle, due cucchiai di miele e un goccino di colorante rosso alimentare (o se preferisci, succo di lampone). I romani usavano cocciniglia, ora grazie al cielo e’ illegale.

Per decorare: frutta secca (fichi, datteri, albicocche) e noci

Servire freddissima.

*Che in un’ epoca in cui non si scrivevano le ricette, un cuoco, forse schiavo si sia premurato di lasciare un papiro scritto cosí chiaramente, a me suona strano. Dei presunti papiri con la ricetta originale della cassata si parla in vari articoli (per esempio Vesuvio Live, Wikipedia, un documento del Comune di Torre Annunziata per il catalogo UNESCO ecc.). Non ne ho peró trovato traccia in fonti piú autorevoli, quindi rimango con molti dubbi. La ricetta peró é divertente e come detto sopra “verosimile”, e l’affresco nella villa é autentico.

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