Miseria: la nobiltá degli spaghetti (1954)

Nobili capricciosi, ballerine di teatro, scribacchini, fotografi, padri che devono “acconsentire al matrimonio” dei propri figli… una societá superata e quasi dimenticata alla metá del Novecento, quando Totó rende immortale tale Felice Sciosciammocca, squattrinato brillante alle prese con una famiglia che ora definiremmo come minimo “disfunzionale”.

La scena che tutti ricordano, e’ quella di Felice, e i suoi, in piedi sul tavolo arraffando spaghetti a mani nude, per ingurgitarli velocemente prima che il sogno -se di sogno si tratta- sparisca.

Come potessero piacere ad un’ Italia protesa verso il boom economico, il ricordo di tanta miseria, e un film tanto anacronistico (riprende un’ opera del 1887, giá posta in pellicola nel 1914, e poi nel 1940) si riassume, appunto in quel piatto di spaghetti. Quando uscií il film interpretato da Totó, nel 1954, la guerra, la miseria, erano superate da una decina d’anni oramai, ma il ricordo della fame atavica, quello era ben lontano dall’ oblio, per chi l’aveva vissuta. E cosí l’abbondanza che viene a colmare la miseria, quasi per magia, per un gioco dello stesso destino che ha deciso chi e’ ricco e chi e’ povero ma poi pare averci ripensato, e’ riassunta in pochi fotogrammi indimenticabili.

Quale sia la ricetta degli spaghetti usati nel film, non e’ dato sapere con certezza, ma non e’ difficile da immaginare. Tra i piatti preferiti dal grande attore, infatti, ci sono gli “Spaghetti alla Gennaro”, dedicati al santo protettore della cittá e noti anche come “spaghetti alla carrettiera”.

Proponiamo la ricetta, tradizionale e nota a tutti in cittá, inclusa anche in “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà”, il libro che la figlia di Totó, Liliana De Curtis, ha scritto con Matilde Amorosi. Un piatto che, in un’ ipotetico menu’ dedicato a Totó, proprio non dovrebbe mancare.

Ingredienti:

  • 500g di spaghettoni
  • 4 acciughe salate
  • Qualche pomodorino
  • 3 fette di pane raffermo
  • origano
  • basilico
  • aglio
  • olio
  • sale q.b.

In una pentola alta far cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente e poco salata.

Intanto strofinare le fette di pane con l’ aglio e poi sbriciolarle in un piatto. Soffriggere in un tegame due spicchi di aglio “in camicia” e quando inizia ad imbiondire, eliminarlo. Aggiungere all’ olio il pane sbriciolato aromatizzato all’ aglio e friggerlo.

In un altro tegame, scaldare olio con acciughe tritate, abbondante origano e qualche pomodorino, in modo che prenda sapore.

Cotta la pasta, saltarla in padella nel sugo di acciughe origano e pomodorini, e aggiungere il pane sbriciolato e fritto.

Servire con il basilico.

PS

A me, di questa scena, attira moltissimo anche il servizio di piatti e soprattutto la zuppiera di portata…

Totò in Miseria e nobiltà

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