TRIONFI SICILIANI – il Gattopardo

Abbiamo bisogno di bellezza. Di scappare da questo “qui” distopico che non avevamo chiesto.

Prima di tante parole, dunque, un valzer. “Il valzer”.

Leggere le vicende del manoscritto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa fa sorridere. Rigettato da Vittorini fu riscoperto da Bassani e divenne un grande best seller. Postumo. Un cugino, poeta minore chiede a un conoscente in Mondadori se per caso possono dare un occhiata al manoscritto, e poi sollecita, senza risposta, prima di essere stroncato da Vittorini, appunto. Poi un paziente della moglie psicanalista di Tomasi, si offre di dare il manoscritto a una sua conoscente, figlia di Benedetto Croce, che riesce (finalmente) a farlo avere a Bassani. Sembra di sentirli alle prese con “scusi io avrei un cugino che forse conosce uno….”. Sembra di essere li’…

Chissá cosa avrebbe detto Giuseppe (Tomasi, di Lampedusa), se fosse sopravvissuto giusto il tempo di vedere la rappresentazione del suo bisnonno, il principe Farbizio di Salina, ballare con Claudia Cardinale giovane e in bianco…(e chissa’ se avrebbe approvato, mi domando io, vedendo quanto é difficile ogni passaggio dalla carta al video -soprattutto per gli autori!)

Ma andiamo con ordine, perche’ qui é di cibo che abbiamo promesso di parlare. Tomasi di Lampedusa indulge in innumerevoli digressioni gastronomiche, parte poi riprese dal film.

Picnic

E’ estate, dunque, nella Sicilia scossa dai moti rivoluzionari, e la famiglia del quarantenne (e “vecchio”) principe Fabrizio, come ogni anno, con i sette figli e il personale di servizio si sposta da Palermo alla tenuta di Donnafugata. Per strada, nella natura aspra siciliana, un picnic che sembra un quadro ottocentesco…ma é un fotogramma (al minuto 42.06 del film).

Luchino Visconti. Il Gattopardo | L'arme, gli amori

Timballo

Tancredi, il nipote prediletto dal principe di Salina, bello spregiudicato e anche senza dote, si invaghisce di Angelica, la figlia del sindaco, simbolo della borghesia emergente. Nel sontuoso pranzo offerto dai Principi, Tancredi flirta con Angelica, e noi con il timballo (e anche un po’ con l’apparecchiatura) (e’ al minuto 1.02.42 del film completo).

Ora, su questo timballo si sono spesi fiumi di parole. Mi limito a riportare la descrizione che ne fa Tomasi di Lampedusa nel libro, e una ricetta Ottocentesca, che non ho mai cucinato, piu’ che altro per pudore.

Quel "Gattopardo" sepolto dietro una nuvola di fumo - Tessere

“L’oro brunito dell’involucro, la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.”

Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Il Gattopardo

Ed ecco la ricetta, come riportata dai Taccuini Gastroficici (…tutte le ricette medievali che vedete su questo blog, anche le piu’ assurde, le ho provate in lungo in largo e aggiustate e commentate…ma di fronte alla cucina Siciliana dell’ Ottocento mi arrendo, e mi limito a riportare chi ne sa di piu’)

  • 400 ml sugo di carne, va bene l’estratto, 1/2 pollo lessato, 100 g funghi freschi o surgelati, 100 g fegatini di pollo, 200 g prosciutto cotto, tagliato a striscioline, 100 g di salsiccia, 120 g pisellini mignon, lessati al dente burro, 500 g maccheroni, parmigiano grattugiato, 3 uova sode a fette,
  • sale e pepe, un tartufo nero.
  • Per la pasta frolla
  • 400 g di farina, 200 g di zucchero, 200 g di burro a temperatura ambiente, sale e cannella un pizzico, 4 tuorli d’uovo.
  • Per la crema pasticcera
  • 3 cucchiai di zucchero, 3 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di farina, sale e cannella un pizzico, 1/2 litro di latte.
Ricetta Timballo del Gattopardo su Coquinaria.it
Se vuoi mangiare come un principe: a voi nel piatto il famoso timballo del  Gattopardo
Un timballo letterario | La Tavernetta a Tavernola


Fate la pasta frolla lasciatela riposare un’ ora . Procedete poi a preparare la crema pasticcera. Preparate polpettine, grandi come nocciole, con 200 g di carne tritata di pollo lesso mescolata a 1 uovo, 100 g di prosciutto cotto, 2 cucchiai di parmigiano, prezzemolo tritato e un pizzico di sale. Friggetele in abbondante olio e tenetele da parte. Fate insaporire in un po’di burro il pollo ed il prosciutto rimasti, tagliati a striscioline; aggiungete i fegatini, le salsicce, i funghi, le polpettine, i pisellini e cuoceteli per qualche minuto. Trasferiteli poi in una casseruola con qualche cucchiaiata di succo di carne e fate cuocere ancora per qualche minuto in modo che i sapori si mescolino bene. Lessate nel frattempo i maccheroni molto al dente, scolateli e conditeli con il sugo di carne, il burro, abbondante parmigiano e fateli raffreddare.
Imburrate una tortiera Disponeteci sopra metà dei maccheroni, distribuiteci sopra la finanziera di carne, le uova, spolverizzate con il parmigiano e il tartufo nero a lamelle, infine coprite con il resto dei maccheroni a cui darete una forma leggermente a cupola sulla quale verserete la crema pasticcera che farete penetrare bene. Ricoprite il timballo con la pasta frolla avanzata premendo bene i suoi bordi per farla aderire alla prima. Spenellate la sua superficie con dell’uovo sbattuto e fate cuocere per circa 45 minuti nel forno a 180 gradi.

BISOGNA CHE TUTTO CAMBI…

Il Principe di Salina non é d’accordo con i cambiamenti sociali in corso, ma li accetta, e cerca di spiegarli a Don Ciccio – arrabbiato tra l’altro perche’ il suo voto, sfavorevole all’ annessione della Sicilia, é sparito.

Il famoso dialogo “Bisogna che tutto cambi perche’ nulla cambi” che si riferisce alla necessita´di scongiurare l’ipotesi peggiore -la Repubblica- é accompagnato da una scena di caccia, e mentre i due parlano, un povero leprotto (che noi ci immaginiamo al forno) dice la sua appeso ad un albero…

Il buffet finale

Ed ecco il buffet finale. Il Gattopardo ha rifiutato l’offerta del nuovo re di diventare Senatore, Tancredi sembra avviato ad una vita felice con Angelica (e il suo immenso patrimonio), e per celebrare l’happy ending …si mangia. Il vero finale del libro é malinconico, Tomasi di Lampedusa soffriva di depressione e traspare dalla decadenza del libro…ma per i nostri scopi, il buffet finale (2.43.47) é la chiusura perfetta, almeno del post

La cuoca cialtrona: Il buffet del Gattopardo

Ed ecco qui, per chi vuole, il film completo

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