MOZART: GENIO GHIOTTO

“Bambino prodigio, con l’infanzia “rubata” da un padre-padrone, nei 35 anni della sua vita scrive
oltre 600 titoli musicali, tra i quali opere, messe, concerti, sinfonie e il celeberrimo Requiem. Malgrado
questa vasta produzione, la sua vita è segnata da una permanente povertà. Da adolescente, tra i 13 e i 16 anni, Mozart viaggia in Italia, dove impara a parlare la nostra lingua fluentemente” ((Cit. Balboni)

Dalle lettere apprendiamo per esempio che gli piacevano le buone costolette, il vino brioso della Mosella, e che la gola era elemento di complicità con l’amico Schikaneder, ispiratore del suo interesse massonico e della conseguente favola iniziatica “Il flauto magico”. 


LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO
MOZART TRA FESTE DONNE E BANCHETTI

“Il Catalogo è un non picciol libro sul quale il servo annota accuratamente tutte le donnesche imprese compiute dal padrone; esso si presenta come un menu à la carte che mostra il piatto del giorno, le prelibatezze stagionali che il maĩtre ha personalmente sperimentato in ricette
gustose ed estremamente varie.” (cit.)


Qui puoi accedere ad un saggio completo sulla cucina nell’ opera di Mozart, in particolare nel Don Giovanni: L’AFFABULANTE ABBUFFATA DELL’ OPERA BUFFA

PUOI LEGGERE ANCHE: “ALTRO CHE AMANTE, DON GIOVANNI USA LA BOCCA PER MANGIARE”


OPERA DIDATTIZZATA E COMMENTATA PER STUDENTI DI ITALIANO LS/L2

Livello A2 – Madamina, il catalogo è questoDon Giovanni, musica di Wolfgang Amadeus Mozart,  testo di Lorenzo da Ponte 1787.


PER APPROFONDIRE

Testi tratti da:

“La veridicità della natura del rapporto che lega Don Giovanni al suo servitore emerge nei dialoghi
serrati che, durante il desinare, occupano tutta la scena XIII del II atto; con giocosità sapiente,
Mozart e Da Ponte hanno costruito una scena ricca di succulente specificazioni sugli usi alimentari
e sui rapporti sociali del tempo, vi è infatti un’implicita denuncia dell’opulenza che spetta ai nobili,
in perfetto clima rivoluzionario: ma Leporello si beffa del suo padrone cercando di mangiare del
suo pasto il più possibile. Quest’ultimo, accorgendosene, sadicamente lo obbliga a parlare e a
fischiare affinché la sua bocca risulti impegnata. Mentre il servo tenta di soppiatto di consumare un
pezzo di fagiano, il padrone sta bevendo il vino che gli è stato appena mesciuto e qui è Mozart in
persona che si compiace di ricordare piacevolmente, facendone pronunciare il nome, quel vino che
egli stesso aveva sicuramente assaporato nel suo soggiorno in Italia, a Rovereto, terra appunto di
Marzemino” (cit.)

DON GIOVANNI: Già la mensa è preparata. (…)
Leporello, presto in tavola!
LEPORELLO: Sono pronto a servir.
(…) (Don Giovanni mangia)
(…)
DON GIOVANNI: Ah che piatto saporito!
LEPORELLO (a parte): Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir


DON GIOVANNI (a parte): nel vedere i miei bocconi
Gli par proprio di svenir.
Piatto!
LEPORELLO: Servo. (…)
DON GIOVANNI: Versa il vino.
(Leporello versa il vino nel bicchiere):
Eccellente Marzemino!
(Leporello cangia il piatto a Don Giovanni
e mangia in fretta.)
LEPORELLO (a parte): Questo pezzo di fagiano
Piano piano vo’ inghiottir.
DON GIOVANNI (a parte): Sta mangiando, quel marrano;
Fingerò di non capir.(…)
(lo chiama senza guardarlo): Leporello!
LEPORELLO (risponde con la bocca piena): padron mio…
DON GIOVANNI: Parla schietto mascalzone!
LEPORELLO: Non mi lascia una flussione
Le parole proferir.
DON GIOVANNI: Mentre io mangio, fischia un poco.
LEPORELLO: Non so far!
DON GIOVANNI (s’accorge che sta mangiando):Cos’è?
LEPORELLO: Sì eccellente è il vostro cuoco
Che lo volli anch’io provar.
DON GIOVANNI: Si eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch’ei provar

DON GIOVANNI: Già la mensa è preparata. (…)
Leporello, presto in tavola!
LEPORELLO: Sono pronto a servir.
(…) (Don Giovanni mangia)
(…)
DON GIOVANNI: Ah che piatto saporito!
LEPORELLO (a parte): Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir

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