Tutti i bigné di Mina

I bigné, secondo la tradizione un capolavoro del rinascimento fiorentino, sono protagonisti della discografia di Mina due volte: nel 1977 e nel 1988.

L’origine dei bigné é tradizionalmente attribuita al cuoco fiorentino Penterelli (XVI secolo). Migliorati dal suo successore Popelini, prendono il nome francese di Pasta Choux (Pasta cavoletto) per la forma.

MA CHE BONTÁ -DA MINA CON BIGNÉ

Nel 1977 il trentesimo album in studio della cantante cremonese si intitolava, appunto Mina con Bigné. Due cover, tradotte dal portoghese, di Elis Regina e Chico Buarque. Un rifacimento dall’ inglese. Una canzone originale scritta da un autore cileno esiliato, Señora melancolía.

E poi, tra le altre, ecco Ma che bontá, un divertissement graffiante che prende in giro le signore della borghesia (erre moscia compresa): si vantano di non entrare mai in cucina, e dopo aver snocciolato prelibatezze pre DOC non sanno distinguere il cioccolato dalla…cacca. E’ proprio con questa parola e l’immagine disgustosa dell’ equivoco, che si conclude questa canzone per il resto orecchiabile e divertente. Una citazione, forse delle novanta scatolette di “Merda d’artista” di Piero Manzoni (1961) che all’ epoca in cui scrisse Mina erano giá presenti nelle principali collezioni d’arte del mondo.

Del significato originale della canzone di Mina, peró rimase ben poco, e il ritornello “ma che bontá, ma che bontá” sarcastico ma con un buon ritmo, passó a fare da sfondo ‘allegro’ a gare culinarie pop degli anni Duemila. E’ recentemente anche approdato ad una challange di Tik Tok (#Machebontá).

Sentiamo, intanto, la canzone tratta dall’ album originale:

Il testo completo della canzone si trova nel pdf a fondo pagina, insieme ad un’ attivitá di comprensione per studenti e appassionati stranieri di lingua italiana.


BIGNÉ – DA RIDI PAGLIACCIO (1988)

Nel 1988 Mina torna a parlare di bigné, questa volta con una canzone dal titolo Bigné parte dell’ album “Ridi Pagliaccio”. Allusiva e seducente…gioca sul doppio senso tra mangiarsi un bigné e “divorarsi” un amante.

Ecco il testo completo di Bigné (1988):

Se mi viene il tic, lo mangio
subito
già lo so che gusto ha,
è morbido
l’ho comprato oggi per
curiosità
l’ho chiamato droc e lui lo sa.

Non lo so se è giusto che di
sabato
resti lì con la mia spesa
magica,
avvicino un dito ma ci penso
un pò
so che prima o poi
l’assaggerò.

Ma chi sei,
quanto tempo mi dai,
forse mi vuoi subito.

Hai un’aria che direi
simpatica
ti potrei cospargere di
zucchero,
con un cappuccino per
bagnarti un pò
e lo farò, e lo farò.

Ma chi sei,
quanto tempo mi dai.

Ma chi sei,
quanto tempo mi dai.

Ma chi sei,
quanto tempo mi dai.

Forse mi vuoi subito,
forse mi vuoi subito
subito, subito, subito, subito
subito, subito, subito, subito
subito, su-bi-to.


ATTIVITÁ PER STUDENTI DI ITALIANO L2

Ecco un’ attivitá che si puó svolgere da soli o in classe. E’ rivolta a studenti di tutti i livelli e ha come obiettivo il rafforzamento della comprensione orale del lessico legato al cibo

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