Moravia – Cardinale: una ‘mise en place’ non “indifferente”

1925, un moravia appena diciottenne inizia la stesura di questo romanzo, definito poi “antiborghese”, certo tormentato e critico, esistenzialista, e ‘annoiato’. Afflitto, fin da giovane, da tubercolosi ossea, Alberto Pincherle (questo il vero nome di Moravia) stava in quei mesi trascorrendo un periodo di convalescenza a Bressanone, nel neonato Istituto Eliotropico Codivilla.

Istituto Elioterapico Codivilla il giorno dell’ inaugurazione nel 1924 – Bressanone. Qui Moravia si ricoveró per recuperarsi dalla tubercolosi ossea che lo aveva colpito da adolescente.

Indifferenti sono i protagonisti, costretti dall’ ipocrisia borghese a vivere vite che non sentono proprie. Indifferenti sono, secondo la prospettiva di Moravia, le persone che lo circondano, in quanto la societá che descrive é quella di cui lui stesso é -e sará- parte. Indifferenti, freddi, cinici, opportunisti. Di queste distorsioni dell’ essere, in rispetto dell’ apparire, parla il libro pubblicato a spese del padre nel ’29 e immediatamente investito da grande successo.

Indifferente, peró, fu anche la critica, a questo adattamento cinematografico del 1964. Supportato da un eccezionale cast di attori e tecnici e beneficiato dall’ alone dell’ oramai famoso Moravia, il film manca, in sostanza, d’anima e di tempismo. I personaggi, senza un preciso inquadramento storico, sembrano voler universalizzare il tema della meschinitá borghese, ma piu’ che “senza tempo” sembrano “fuori tempo”.

Per altro, i personaggi del film piú indifferenti sembrano sofferenti e intrappolati in un destino grottesco che li stritola. La presunta “seduzione” di Marumechi nei confronti di Carla, poi, prende i contorni inquientanti di una forzatura, alla quale la ragazza cede per mancanza di vie d’uscita, che solo un occhio (quello sí) cinico potrebbe definire indifferenza.

Al netto di questa tiepida “messa in scena”, la pellicola si presta peró bene ad osservare le “mise en place”, le eleganti apparecchiature Liberty del minuscolo gruppo umano di protagonisti.

La trama del film é abbastanza semplice essendo il romanzo basato piú sul profilo psicologico dei personaggi che sull’ azione.

La vedova Maria Grazia, esponente di una ricca famiglia romana, si appoggia per la gestione degli affari all’ avvocato Leo Marumechi, parvenu con pochi scrupoli oltre che suo amante da dieci anni. Marumechi, dopo essersi impossessato dei beni della famiglia, pianta Mariagrazia deciso a farsi sposare dalla figlia di lei, la bella, e giovane, Carla (Claudia Cardinale) che non avendo altra scelta, e tra molte lacrime e svenimenti, cede. Intanto Lisa, amica di Maria Grazia e anche lei ex amante di Marumechi, si invaghisce dell’ altro figlio di Maria Grazia, Michele, molto piú giovane di lei.

Uno degli assalti di Marumechi a Carla.

Veniamo dunque alle Mise en place, assai piú interesanti che la trama del film.

Cena elegante per il compleanno di Carla al minuto 19:59. Una bottiglia di Moet e Chandon sul tavolo (senza secchiello) e molti brindisi in coppe di champagne. Belle le coppe, di baccarat intagliato, e ancora piú belli i bicchieri liberty da vino bianco decorati con foglie di vite. Mentre Marumechi viscido e minaccioso brinda al “nuovo marito di Carla”, lei si ubriaca e si lascia andare ad una piú che giustificata crisi di pianto e nervi. Ma noi, “indifferenti”, ci domandiamo da quanto tempo le coppe di champagne siano state soppiantate dagli odiosi flute, in cui non entra il naso.

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Dopo un tentativo di stupro (non sapremmo come altro definirlo) da parte di Leo nei confronti della sua figlioccia, fallito solo a causa della nausea di lei, ubriaca dalla scena precedente, al minuto 31:16 arriviamo festosi al Ritz. Carla, ancora alle prese con l’hangover, ordina ragionevolmente un té, Marumeci un wisky e Mariagrazia chiede Menta e crema, attirando la nostra curiositá.

Concentrato sui balli (tra Marumoci e Carla, tra Michele e Mariagrazia) il regista ignora le ordinazioni, lasciandoci brancolare nel buio riguardo alla vera natura di questa “menta e crema”. Escluso -ma non del tutto- che si tratti del liquore “crema di menta”, o del gelato menta e crema, pensiamo piuttosto ad un dessert, di panna montata e menta, tipo questo:

Finisce il ballo, a casa Lisa si dichiara a Michele, mentre i ballerini ritornano sotto la pioggia. La mattina dopo (10:02:16) Mariagrazia e l’amica Lisa si trovano alla Casina Valadier, che ancora oggi esiste come salone per gli eventi. Il te viene servito con un bel servizio classico a Mariagrazia mentre l’amica, aspettandola, ha davanti una coppa di gelato con un bicchiere per servirsi l’acqua da una brocchetta liscia, che le invidiamo. Mariagrazia, che non ha ancora capito le vere intenzioni di Leo, accusa l’amica di volerglielo portare via, ed é rassicurata quando scopre che l’attempata Lisa, appesantita dagli anni e dalla vita, sta “solo” corteggiando Michele.

La casina Valadier dove Mariagrazia dice di aver incontrato Lisa

Finito il té tra “amiche”, siamo di nuovo a tavola, questa volta si celebra un pranzo informale nella grande villa di famiglia all’ asta (1:05:36). L’apparecchiatura giustamente, piú semplice vista la circostanza, appare in realtá poco curata dalla regia: mancano i bicchieri da acqua, per quanto in tavola ci sia una brocca; il pane é letteralmente tirato sul tavolo e la tovaglia, ripiegata su sé stessa, fa pensare piuttosto ad un campeggio di adolescenti pigri. La trascuratezza di questi dettagli mal si combina con la ricercatezza degli abiti, se pur da giorno.

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Ecco inquadrati pane e tovaglia

Michele, ben piú pratico della sorella, si reca a casa di Lisa avendo deciso di approfittare del suo corteggiamento. Arrivati al dunque, peró, é lei che si lascia intimidire dal ragazzino presuntuoso e si tira indietro. Mentre pensiamo che sia, anche in questo caso lei, vittima di body shaming, casca l’occhio sulla bella bottiglia di amaro Florio.

Il film va avanti, Lisa accetterá di sposare Merumechi, controvoglia, per salvare la famiglia dalla rovina. Mariagrazia, ancora ignara di tutto, pensa al ballo.

In questo film, ricchissimo di scene a tavola, vediamo grandi servizi di piatti e bicchieri (contenitori) ma nessuna sostanza, nessun cibo, a parte forse l’inconsistente crema alla panna. .

IL FILM COMPLETO

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